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La Fazioli Concert Hall, sala concerti a Sacile
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La Fazioli Concert Hall, inaugurata il 15 aprile 2005, è parte del nuovo complesso aziendale della Fazioli Pianoforti. Per le sue peculiari caratteristiche si presta ad essere usata principalmente come sala da concerto e sala di registrazione, oltre che per diversi altri servizi.
La Fazioli Concert Hall restituisce in modo esplicito l'immagine di un'azienda dedita non solo alla promozione del suo prodotto ma anche alla valorizzazione del mondo dell'Arte e della Cultura, cui i Pianoforti Fazioli sono destinati.
La sala dispone di 198 posti e il suo palcoscenico può ospitare ensemble musicali fino alla media orchestra. La sua caratteristica è quella di essere stata progettata prestando la massima attenzione agli aspetti acustici. Grazie ai dispositivi di cui la sala è dotata (ciglia acustiche in legno, pannelli in legno e materiale fono assorbente), è possibile agire sulle caratteristiche dell'ambiente sonoro, ottenendo effetti di maggiore risonanza o maggiore assorbimento.
La stagione concertistica 2009/2010
La stagione si propone di dare enfasi al bicentenario della nascita di due Autori che hanno segnato profondamente la storia della letteratura pianistica: Fryderyk Chopin e Robert Schumann. Accanto a questi due personaggi ne compare un terzo, che finisce con l'essere l'autentico protagonista della Stagione: la Notte, personificazione di uno dei grandi simboli del Romanticismo. Proprio la ricorrenza dell'elemento notturno, spesso metaforicamente inteso, concorre a caratterizzare di una vena ancor più intima e meditativa il programma, già imperniato sull'intensa poeticità della musica romantica: ci si addentrerà in luoghi sospesi tra sogno ed incubo, tra seduzioni e meravigliose metamorfosi, calandosi in atmosfere ora cullanti ora appassionate e nei sentimenti appartenenti alla sfera più intima dell'io.
In apertura di Stagione, il programma del pianista russo Nikolai Demindenko cita in modo esplicito i tre punti cardinali del tema: prima il genere del Notturno, con alcune rarità, quindi alcuni grandi capolavori del catalogo di Chopin e Schumann.
Interamente dedicati al genio di Varsavia, invece, sono i recitals del veneziano Pietro De Maria e dello statunitense Garrick Ohlsson: anche sulle loro proposte, in modo più o meno evidente, aleggia l'ombra della Notte, ora per la citazione di altri episodi del libro dei Notturni, ora per la presenza della berceuse (non altro che una ninnananna), della Marcia Funebre (dove la Notte è metafora di sonno eterno), e di molti altri momenti riconducibili ad atmosfere notturne e "chiari di luna" (basti pensare a diversi tra i Preludi).
All'insegna di Chopin è anche il ritorno alla Fazioli Concert Hall della cinese Jin Ju, stavolta insieme al Quintetto d'Archi de I Virtuosi Italiani, per affrontare i due Concerti per pianoforte e orchestra in veste cameristica. L'immaginazione vola ad un periodo in cui il pianoforte era considerato il principe dei salotti e rappresentava, tra le mura domestiche, il fulcro d'aggregazione prediletto delle famiglie borghesi.
La Notte accompagna anche il programma del norvegese Trio Grieg: prima con i Tre Notturni di Bloch, pretesto per uscire dal quadro Romantico, poi con lo struggente e sfaccettato Trio in re minore op. 63 di Schumann e il celebre Trio in mi minore di Dvorak, dove i sei "dumka" (che si alternano ad irruenti episodi di carattere popolare) non sono che assoli pensosi e nostalgici, facilmente riferibili a suggestioni notturne.
Ancora Schumann sarà al centro dell'appuntamento dedicato al repertorio per violoncello e pianoforte, ad opera di due fra i più amati musicisti italiani, Enrico Bronzi e Filippo Gamba, che nel portare in luce gli aspetti onirici, sognanti e fantastici della produzione di questo compositore, non mancheranno di attingere al repertorio sonatistico beethoveniano.
Se l'autorevole interpretazione di Elisabeth Leonskaja accompagnerà attraverso i riferimenti alla Notte che, nel più ampio ventaglio di possibili accezioni, percorrono l'opera di Schubert, sarà di nuovo la musica di Schumann a fare da protagonista nella serata conclusiva: nel programma del pianista barese Benedetto Lupo compaiono opere quali i Phantasiestucke op. 12 e i Nachstucke op. 23 dove continui ed espliciti sono i rimandi ad atmosfere crepuscolari, al sogno e all'incubo, ad interrogativi e pensieri che trovano terreno fertile nella calma notturna.
Non mancano alcune divagazioni rispetto al filo conduttore: ecco dunque il programma del pianista brasiliano Luiz de Moura Castro, incentrato sui colori della musica sudamericana del Novecento: tra le danze non poteva mancare il tango, che nella Notte trova indubbiamente il suo luogo privilegiato.
Infine, l'unico e prestigioso appuntamento jazz vedrà eccezionalmente insieme il grande trombettista Paolo Fresu e il pianista Danilo Rea, che non mancheranno di riallacciarsi ai suggerimenti insiti nel Leitmotiv del programma.
(informazioni tratte dal sito della Fazioli Concert Hall di Sacile ) |
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